altro progetto network di professionisti operanti nel campo architettonico ed ingegneristico
Esportare le competenze, mantenendo la territorialità

Credo di poter interpretare un pensiero comune a tutti i professionisti, non solo tecnici, dicendo che è fonte d grande soddisfazione lavorare al progetto di una grande opera quale la TAV, il Mose, o l’eventuale “Ponte sullo Stretto”; per molti di noi partecipare a grandi lavori resterà solo una chimera, a meno che non si entri a far parte, da dipendente o nella migliore delle ipotesi da collaboratore minoritario, di qualche S.P.A. in grado di acquisire commesse di tale portata.
Io, che ho avuto la fortuna di partecipare a qualche lavoro di discreto interesse, credo che un valido professionista si riconosce, da sempre, dalla combinazione di due qualità che possono essere sintetizzate in due semplici parole: disponibilità e competenza.
La prima è una indiscutibile necessità che garantisce il giusto approccio dalla fase di acquisizione della clientela fino all’accompagnamento della stessa lungo il percorso delle scelte, delle indecisioni, dei ripensamenti e, perché no, nei tentennamenti al momento di liquidare gli onorari professionali.
La seconda è l’imprenscidibile condizione per garantire i minimi requisiti della buona progettazione e realizzazione dei lavori nel rispetto dei costi e delle risorse impiegate; in alcuni casi riesce anche ad abbinare una fase di ricerca ed innovazione che permette al professionista di rendere impagabile la soddisfazione di aver “esercitato la sua professione”.
Sembra strano a dirsi, ma la combinazione di disponibilità e competenza pare un connubio difficile a trovarsi, sebbene possa apparire incredibile con la tecnologia attuale; la risposta si trova nell’assenza di una terza indispensabile componenente: l’organizzazione.
E’ proprio su quest’ultima componente che un gruppo di amici, professionisti, ha deciso di scommettere per ritagliarsi uno spazio, il più ampio possibile si spera, e l’accesso ad un panorama di progetti che possano solleticare l’ambizione di professionisti competenti ed organizzati.
Nasce tutto da esperienze minime, spesso disarticolate, che ci hanno convinto a creare una “rete” di persone, tecnici e non, che hanno l’ambizione di monitorare il territorio su cui vivono, interpretarlo nei suoi bisogni e nelle loro prospettive, individuando delle progettualità possibili, partendo dai singoli cittadini per giungere alle intere comunità.
Il network italiano di professionisti ha la pretesa e le aspettative di permettere il confronto delle esperienze, l’amalgama delle competenze che derivano da progettazioni e studi diversi.
La garanzia del successo è data dall’assenza di barriere d’ingresso, dal contributo professionale dei suoi fruitori, dalla completa autonomia gestionale delle sue singole componenti, e soprattutto dal continuo contatto con il territorio su cui si vive; il passaporto per l’acquisizione della clientela è la competitività sui costi che proponiamo al cliente e la completa gamma di risposte e di certezze che possono essere fornite.
Un esempio esplicativo può essere rappresentato dalle difficoltà degli studi professionali su scala locale che pure hanno regnato per diversi anni nelle nostre regioni, e dalle mega società di ingegneria che, pur comprendendo al loro interno tutte le competenze tecniche per garantire un’ottima progettazione ed esecuzione delle opere, si ritrovano a fare i conti con spese di gestione difficili da sostenere alla luce di una crisi che pare aver bloccato tutte le spinte economiche del nostro paese.
Mi sembra di poter tranquillamente affermare che i problemi di queste due entità possono essere così riassumibili: gli studi professionali si ritrovano una concorrenza spietata a fronte di un parco di progettualità potenziali, provenienti sia da clienti privati che da Enti pubblici, sempre minore; le Società fortemente strutturate si trovano a progettare lontano dalle loro sedi e quindi limitano la presenza dei progettisti sui luoghi di lavoro e, più in generale, riescono più difficilmente a garantire il buon prodotto ad un prezzo competitivo.
In generale tutti si trovano spesso a dover eseguire i lavori a costi esageratamente ribassati, che costringe a recuperare il maggior numero di lavori da sviluppare in un tempo non congruo, risparmiando sulla qualità delle competenze e limitando la disponibilità verso il cliente.
La soluzione che può rispondere a queste esigenze è una “Rete Italiana di Professionisti” che permetta un facile dialogo tra professionisti, di estrazioni territoriale e culturale diverse, consenta il presidio del territorio e l’affiancamento del cliente nel suo percorso progettuale, garantisca un contenimento dei costi – interpellare un professionista nella tua provincia di appartenenza costerà certamente meno che recuperarlo a Bologna- ma soprattutto veicoli le competenze: il tecnico locale di riferimento ha la possibilità di attivare le risorse necessarie attraverso la rete, senza dover necessariamente ricorrere alla società di Ingegneria o a professori universitari, e le presenze dell’esperto sul territorio saranno limitate allo stretto necessario, con ovvia riduzione dei costi ed elevata qualità del prodotto finale; inoltre, l’interlocutore del cliente resterà pur sempre il suo tecnico di fiducia!
Questo progetto non inventa niente di nuovo, sicuramente, ma garantisce la “contaminazione” delle competenze su tutti gli angoli del Paese e tornerà ad avvicinare i clienti ai tecnici; è anche fonte, non trascurabile, di crescita professionale: le progettazioni per il risparmio energetico e per il controllo acustico sono ormai indispensabili per il nord-Italia e lo diverrà anche per il sud, così come l’esperienza della progettazione in zona sismica acquisita dai tecnici irpini può tranquillamente essere veicolata laddove le nuove normative hanno introdotto l’azione sismica in aree che prima progettavano in maniera più semplificata.
Lavorare a progetti in ogni area della nostra Italia, senza necessariamente allontanarsi dal proprio territorio, è una molla caricata dall’ambizione di crescita professionale; del resto “garantire la presenza per esportare la competenza” è forse il progetto più grande.


2 Responses to “Esportare le competenze, mantenendo la territorialità”

  1. admin says:

    test commento

  2. admin says:

    secondo commento

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